Le dune di Piscinas sono il posto della Costa Verde che tutti fotografano ad agosto e che quasi nessuno vede quando dà il meglio. Da ottobre a marzo il parcheggio è libero, non c’è un chiosco aperto per chilometri e puoi arrivare in auto fino alla spiaggia. Questa è la guida a Piscinas fuori stagione, scritta da chi vive ad Arbus, a 22 chilometri da lì.

Cosa sono davvero le dune di Piscinas
Non è un modo di dire turistico: quello di Piscinas è uno dei sistemi dunali più estesi e più alti d’Europa. Le dune arrivano a toccare i 100 metri di altezza e si spingono nell’entroterra per chilometri, spinte da un maestrale che le rimodella ogni inverno.
L’area è protetta da tempo, e i numeri lo dicono meglio di qualsiasi aggettivo: il Sito di Interesse Comunitario “Da Piscinas a Riu Scivu” copre 2.854 ettari per circa 7 chilometri lineari di costa, ed è dentro la Riserva naturale regionale Monte Arcuentu – Rio Piscinas. Le dune a ginepro coccolone sono un habitat prioritario europeo, e qui il loro stato di conservazione è classificato come ottimo.
Fra il 1997 e il 2001 un progetto europeo LIFE da 788.031 euro ha messo staccionate, fascine e passerelle per fermare l’erosione causata dal calpestio. È il dettaglio che spiega tutto: un posto che sembra indistruttibile ha avuto bisogno di essere ricucito a mano, compartimento per compartimento.
Da Arbus a Piscinas: 22 chilometri, 45 minuti
La distanza è breve, il tempo no. Da Arbus sono 22 chilometri e circa 45 minuti, perché l’ultima parte non si fa in quarta.
Si passa da Ingurtosu, e da lì comincia lo sterrato. È percorribile con attenzione: passano tranquillamente le auto normali e ci passano anche i camper, senza grossa fatica. Non serve un fuoristrada e non serve coraggio, serve andare piano.
Una precisazione che online si trova detta male: non ci sono guadi da attraversare per arrivare a Piscinas. Il guado esiste solo se da Piscinas vuoi proseguire lungo la Costa Verde verso nord. Se la tua meta è la spiaggia, si arriva e basta.
Il parcheggio fuori stagione: libero, e si arriva fino alla sabbia
In alta stagione il parcheggio è a pagamento, intorno ai 7 euro al giorno, e nelle settimane centrali di agosto si riempie.
Fuori stagione la questione semplicemente non esiste: il parcheggio è libero e si arriva fino alla spiaggia senza nessun problema. È il motivo pratico numero uno per cui Piscinas d’inverno è un’altra cosa rispetto a Piscinas d’estate — e nessuno te lo dice, perché le guide sono scritte pensando a luglio.
Cosa NON troverai da ottobre a marzo
Qui va detto con chiarezza, perché è la differenza fra una giornata bellissima e una giornata sbagliata.
Fuori stagione non c’è nessuna attività aperta in spiaggia. Nessun chiosco, nessun bar, nessun servizio. Restano forse aperti l’Hotel Le Dune, ricavato da un antico magazzino minerario a due passi dalla spiaggia, e Sciopadroxiu lungo la strada — ma verifica prima di partire, perché anche quelli seguono la stagione.
Tradotto: quello che ti porti è quello che hai. Non c’è una fontana, non c’è un bagno, non c’è un posto dove sederti al caldo se cambia il tempo. Il paese più vicino con qualcosa di aperto è a mezz’ora di strada.
Cosa mettere in borsa a novembre
- Acqua e qualcosa da mangiare — non c’è alternativa nel raggio di chilometri
- Una giacca antivento vera, non una felpa — il maestrale lì non è un venticello
- Scarpe chiuse — la sabbia bagnata d’inverno è fredda e compatta, e i sentieri fra le dune sono più comodi con la suola
- Un cambio, se pensi anche solo lontanamente di bagnarti i piedi
- Il pieno di benzina — non ci sono distributori dopo Arbus
- Un sacchetto per i tuoi rifiuti — fuori stagione non passa nessuno a raccoglierli
Una giornata di gennaio a Piscinas
Ci sono giornate di gennaio meravigliose a Piscinas. Cielo pulito, luce bassa che accende la sabbia, e una spiaggia lunga chilometri dove non c’è nessuno. È la condizione in cui si capisce davvero cos’è questo posto: non una spiaggia con delle dune dietro, ma un deserto che finisce nel mare.
Nelle giornate di mare calmo c’è anche chi azzarda il bagno invernale senza troppi pensieri. Non è per tutti e nessuno ti sorveglia, ma succede, e chi lo fa lo racconta per mesi.
Il resto del tempo si cammina. La spiaggia è così lunga che dopo venti minuti nella stessa direzione hai perso di vista la macchina e sei solo tu, il vento e le tracce sulla sabbia.
Il maestrale: quando è spettacolo e quando è punizione
Il maestrale è quello che ha costruito le dune, e d’inverno soffia sul serio. Con vento forte Piscinas diventa un posto da guardare più che da vivere: la sabbia corre a mezzo metro da terra, si infila ovunque, e stare fermi in spiaggia è faticoso.
La regola pratica: guarda le previsioni del vento, non quelle del sole. Una giornata di sole con 40 nodi di maestrale è peggio di una giornata grigia e calma. Se il vento è forte, il piano B è a dieci minuti: le miniere, che sono al riparo e danno il meglio proprio con la luce d’inverno.
I cervi
Questa è la zona giusta: l’area di Arbus ospita una quota importante della popolazione mondiale di cervo sardo, la sottospecie endemica che negli anni Sessanta era scesa a poche centinaia di esemplari in tutta l’isola.
Incontrarli è possibile davvero, e non serve un’escursione organizzata: si vedono sia sulle dune, sia lungo le strade, in tarda serata o alla primissima mattina. Sono le due finestre buone, e sono esattamente le ore in cui d’estate non ci va nessuno perché fa comodo andare a mezzogiorno.
Due conseguenze pratiche. La prima: se torni al buio, guida piano sulla strada di Ingurtosu — un cervo adulto in mezzo alla carreggiata è un problema serio per entrambi. La seconda: a settembre, quando si fanno i censimenti, è il periodo del bramito. Se capiti in zona in quelle settimane e ti fermi in silenzio all’imbrunire, potresti sentirlo.
Il fiume rosso: cos’è davvero
Prima o poi lo vedi, e ti chiedi cosa sia: un corso d’acqua di un rosso-arancione innaturale che arriva fino alla spiaggia. È il rio Irvi, e il colore non è una curiosità geologica.
Quell’acqua attraversa i residui delle miniere di Montevecchio e Ingurtosu, chiuse da decenni e mai bonificate completamente. Il rosso sono ossidi e fanghi che arrivano da lì, insieme ai metalli pesanti legati all’estrazione di piombo e zinco. Nel 2024 la questione è finita in un’interrogazione al Parlamento europeo, e le posizioni restano distanti: il Comune ha dichiarato che non c’è pericolo per la salute, le associazioni ambientaliste sostengono il contrario.
Non ti serve una sentenza per comportarti bene. Non berla, non farla bere al cane, non lasciarci giocare i bambini dentro e sciacquati quando torni. È il minimo sindacale del buon senso, e non toglie niente allo spettacolo — anzi, sapere perché quel fiume è rosso rende questo pezzo di Sardegna più interessante, non meno. Qui la bellezza e la ferita industriale sono la stessa cosa, ed è inutile fingere di no.
Il punto Rio Piscinas e l’ingresso secondario
Il tratto dove il fiume incontra il mare è uno dei più belli del litorale, e si attraversa senza problemi. Ma non ci si arriva dall’ingresso principale dello spiaggione.
Ci si arriva da un ingresso secondario, un po’ nascosto, ed è percorribile soltanto con auto alte, fuoristrada, quad, moto, bici ed e-bike. Con una utilitaria non ci provare: è il tipo di strada che sembra fattibile per i primi cento metri e poi non lo è più.
Se vieni da noi e vuoi arrivarci, chiedici indicazioni prima di partire. È una di quelle cose che si spiegano in due minuti a voce e in mezz’ora su una mappa.
La traversata da Montevecchio a Piscinas
Questa è la cosa che consiglierei a chiunque venga qui fuori stagione, ed è il motivo per cui novembre a Piscinas può valere più di agosto.
Partendo da Montevecchio, in quad, in moto, in bici o in e-bike, si attraversa la montagna e si scende direttamente sulla spiaggia di Piscinas, nel punto del Rio Piscinas. È un percorso selvaggio, dentro i sentieri che collegano le vecchie miniere alla costa, dove si incontrano cervi e cinghiali e non si incrocia quasi nessuno.
Due avvertenze concrete. La prima: si guada il fiume rosso diverse volte, quindi servono scarpe e abbigliamento impermeabili — e vale quanto scritto sopra sull’acqua. La seconda: non è un percorso da improvvisare da soli la prima volta. In zona ci sono escursioni organizzate da professionisti in quad e in e-bike che fanno esattamente questo itinerario: è il modo giusto per farlo, e sono gli stessi che sanno leggere il livello del fiume dopo una settimana di pioggia.
Lo spettacolo, detto da chi ci vive, non ha eguali.
Le miniere, che d’inverno danno il meglio
Piscinas non si visita da sola fuori stagione: si visita insieme a quello che c’è alle sue spalle, ed è il motivo per cui questo territorio funziona anche a novembre.
Ingurtosu è un villaggio minerario dentro il Parco Geominerario della Sardegna, riconosciuto dall’UNESCO. Il Pozzo Gal, scavato a partire dal 1921, è oggi un’area museale dedicata alla vita dei minatori e delle loro famiglie.
Poco più giù, a Naracauli, ci sono le rovine della laveria Brassey: inaugurata il 17 ottobre 1900, trattava fino a 500 tonnellate al giorno di blenda ed è intitolata a Thomas Alnutt Brassey, presidente della società. Quello che ne resta, incastrato nella valle, è una delle immagini più forti dell’archeologia industriale sarda.
Da qui passa anche il Cammino Minerario di Santa Barbara, l’anello di oltre 500 chilometri che collega le miniere del Sulcis-Iglesiente e della Costa Verde. È percorribile proprio nei mesi in cui il mare non si nuota.
Piscinas e Scivu: quale scegliere
Sono i due estremi della stessa costa e non sono la stessa esperienza.
- Piscinas è il colpo d’occhio: le dune alte, l’orizzonte che si apre, il senso di deserto. Ci si arriva in auto fino alla sabbia, anche fuori stagione.
- Scivu è l’intimità: si scende da una scala di legno attraverso la duna, e dopo cento metri di camminata sei solo. La strada è più lunga, 27 chilometri da Arbus.
Se hai una sola giornata e vuoi lo spettacolo, vai a Piscinas. Se ne hai due, falle entrambe: con mare calmo si può perfino camminare da una all’altra lungo la battigia.
Quando andare, mese per mese
Ottobre e novembre. Il momento migliore in assoluto per chi cerca il posto vuoto. Luce bassa, giornate ancora lunghe abbastanza, cervi attivi, miniere perfette. Nessun servizio.
Dicembre, gennaio e febbraio. Le giornate limpide qui sono memorabili, quelle di maestrale sono da guardare dalla macchina. Guarda il vento prima di partire e tieni pronto il piano B minerario.
Marzo e aprile. La macchia mediterranea fiorisce, le giornate si allungano, il mare è ancora freddo ma il colore è già quello dell’estate. Ottimo per il Cammino di Santa Barbara.
Maggio, giugno e settembre. Il compromesso migliore: mare balneabile, spiaggia ancora vivibile, parcheggio gestibile. Settembre in più ha il bramito.
Luglio e agosto. Bellissima ma piena, con il parcheggio a pagamento che si riempie a metà mattina. Vieni all’alba o al tramonto, o scegli un altro mese.
Domande frequenti su Piscinas
Quanto dista Piscinas da Arbus?
22 chilometri e circa 45 minuti di auto, passando da Ingurtosu. L’ultimo tratto è sterrato.
Serve un fuoristrada per arrivare a Piscinas?
No. Lo sterrato da Ingurtosu si percorre con qualsiasi auto andando piano; ci passano anche i camper. Serve invece un mezzo alto per raggiungere il punto del Rio Piscinas dall’ingresso secondario.
Ci sono guadi da attraversare?
Non per arrivare a Piscinas. Il guado c’è solo se da Piscinas si prosegue verso il resto della Costa Verde, o se si fa la traversata dai sentieri di Montevecchio.
Il parcheggio di Piscinas è a pagamento?
In alta stagione sì, intorno ai 7 euro al giorno. Fuori stagione è libero e si arriva fino alla spiaggia.
Cosa è aperto a Piscinas d’inverno?
In spiaggia nulla: nessun chiosco, nessun servizio. Possono restare aperti l’Hotel Le Dune e Sciopadroxiu lungo la strada, ma vanno verificati prima di partire.
Perché il fiume di Piscinas è rosso?
È il rio Irvi e attraversa i residui delle miniere di Montevecchio e Ingurtosu, mai bonificate del tutto. Il colore viene da ossidi e fanghi minerari. Meglio non berla, non farla bere agli animali e sciacquarsi dopo averla guadata.
Si vedono i cervi a Piscinas?
Sì, è possibile: sulle dune e lungo le strade, in tarda serata o alla primissima mattina. A settembre è il periodo del bramito.
Si può fare il bagno a Piscinas d’inverno?
Nelle giornate di mare calmo c’è chi lo fa. Non c’è sorveglianza di nessun tipo, quindi è una scelta che si prende con la testa e mai da soli.
Dormire vicino a Piscinas
Casa Bruna è il nostro appartamento ad Arbus: due camere matrimoniali climatizzate, cucina attrezzata, balcone sul parco comunale e check-in in autonomia a qualsiasi ora — comodo quando torni dalle dune al buio.
Da qui Piscinas è a 45 minuti, le miniere di Montevecchio a 10 e la spiaggia di Scivu a 40. Fuori stagione è la base giusta per fare questo territorio come va fatto: un pezzo al giorno, senza fretta, con il paese alle spalle quando serve un posto caldo dove tornare.